Angolo di mistreEzio 4 - Italia - Norvegia

"ALLENARE LA PRESTAZIONE"



"Io che ho vissuto il mondiale del 1982 partita per partita, qualificazione compresa,  ricordando come ora le partite con quella formazione e vedere una partita in cui la nostra nazionale prende 4 gol, e per giunta meritatamente... mi spiace molto... La sconfitta fa parte dei risultati ma c'è modo e modo di perdere."

Il fanta calcio della partita Italia - Norvegia

Il 16 novembre si è giocata l’ultima partita della Nazionale contro la Norvegia, valida per il girone di qualificazione al prossimo Mondiale. È stata una gara che, più di molte altre, ha evidenziato i limiti, le lacune e le fragilità della nostra squadra. Ancora una volta, il calcio italiano ha mostrato segnali di crisi, con carenze non solo tecniche ma anche caratteriali. Le assenze di Tonali e Calafiori, giocatori che ritengo fondamentali, hanno pesato enormemente: la loro mancanza si è sentita nel dare struttura e solidità alla squadra. Senza di loro, la Nazionale è sembrata mancare di equilibrio, incapace di mantenere una spina dorsale. Gattuso, nel post-partita, ha minimizzato il peso delle assenze; eppure, a mio avviso, Tonali e Calafiori hanno rappresentato i grandi assenti, protagonisti indiretti di questa sconfitta. Entrambi militano in Premier League, un campionato dove intensità e determinazione sono essenziali, elementi che la nostra squadra sembra invece mancare in modo allarmante. Analizzando la partita, il primo tempo è stato incoraggiante: intensità, aggressività, numerose occasioni create e un vantaggio meritato. La Norvegia, in quella fase, non è mai sembrata pericolosa. Tuttavia, nel secondo tempo, la situazione è cambiata drasticamente. La Norvegia, trasformata, ha preso il controllo dominando sia tatticamente che mentalmente, mentre l’Italia è sparita dal campo, incapace di reagire. Il risultato? Una sconfitta amara e frustrante. Gattuso è apparso incredulo e in ritardo nelle letture tattiche. Ma il ruolo di un allenatore è proprio questo: saper prevedere cali di rendimento e intervenire prontamente. Purtroppo, questo non è avvenuto. Avrei preferito vedere Cristante titolare al posto di Frattesi, essendo quest’ultimo in difficoltà fisiche nel mantenere l’intensità per tutti i 90 minuti. Tuttavia, sembra ormai un’abitudine consolidata schierare giocatori che trovano poco spazio nei loro club. Una scelta che solo chi vive lo spogliatoio può comprendere appieno, ma che alla luce del risultato non si è rivelata efficace. Nel secondo tempo, l’Italia è rimasta virtualmente "negli spogliatoi", mentre la Norvegia ha aumentato il ritmo, sfruttando ogni spazio e punendo ogni nostra disattenzione. I loro talenti hanno fatto la differenza: Nusa ha segnato un gol straordinario, Haaland ha firmato una doppietta e Bobb, subentrato, ha orchestrato il gioco offensivo con grande efficacia. Al confronto, i nostri giocatori hanno mostrato una preoccupante inferiorità mentale e caratteriale. Questo crollo non è una novità. Già nella gara d’andata, dopo un primo tempo promettente, la squadra è sembrata cedere inspiegabilmente, quasi attendendo il gol avversario. Anche Donnarumma, solitamente una sicurezza, è apparso insicuro. Forse un cambio immediato di Frattesi e di qualche altro elemento all’inizio della ripresa avrebbe potuto mantenere alta l’intensità. Ancora una volta, è emersa l’importanza di Tonali e Calafiori, la cui assenza ha lasciato un vuoto evidente. Nel primo tempo, la squadra aveva mostrato ordine, grinta e concentrazione; nel secondo, tutto ciò è svanito, lasciando terreno libero al dominio norvegese e alle qualità dei suoi giocatori. I numeri parlano chiaro: in due partite contro la Norvegia, abbiamo subito 7 gol e segnato solo uno. È evidente che, al momento, loro siano superiori. Possiamo e dobbiamo migliorare, ma negare questa realtà sarebbe ipocrita. Accettiamo i fatti e concentriamoci sul lavoro necessario per costruire un futuro più solido. Gattuso, per quanto criticabile, è il nostro allenatore attuale, e cambiare guida tecnica come è stato fatto più volte, è la dimostrazione che non serve e farlo  ora sarebbe inutile. Il problema principale è il calo d’intensità di troppi giocatori nel corso della gara. Locatelli, Mancini, Frattesi, Barella, Bastoni, Di Lorenzo e altri hanno mostrato flessioni preoccupanti, rendendo impossibile competere contro una squadra organizzata e determinata come la Norvegia. Persino i nostri cambi, fatti in ritardo, non hanno avuto l’impatto sperato, mentre quelli della Norvegia hanno ribaltato completamente la partita. Tra i pochi da salvare c’è Di Marco, che inizialmente ha giocato con concentrazione, ma si è lasciato innervosire come il resto del gruppo nel finale. Questa partita ha avuto due volti: un primo tempo promettente e un secondo tempo segnato da un crollo drammatico. Il momento chiave è stato il primo gol subito, che ha scatenato un blackout totale nella squadra. Dal punto di vista numerico, questa partita aveva poco valore, al di là del prestigio. Tuttavia, il problema è più profondo: la crisi della Nazionale riflette un sistema calcistico in difficoltà, dalle giovanili  dilettanti alla formazione professionistica. Un tempo eravamo pionieri della tattica, ma il calcio si evolve, e noi siamo rimasti indietro, legati a metodologie ormai obsolete. È urgente avviare una riforma profonda, partendo dai settori giovanili per rivoluzionare completamente la filosofia calcistica del Paese. Questo, però, richiede tempo, visione e molta pazienza. Mi chiedo spesso: quanto merito va a chi ribalta una partita e quanta responsabilità spetta a chi subisce una rimonta? La Norvegia ha saputo sfruttare ogni nostra debolezza. Ora ci aspetta lo spareggio, una sfida difficilissima. Restare fuori dai prossimi Mondiali sarebbe un colpo durissimo, ma qualificarci sarebbe una gioia incredibile, quasi come vincere il torneo. Non possiamo, però, illuderci: il problema non è solo l’allenatore. Le radici della crisi sono nel sistema, e servono cambiamenti radicali a livello dirigenziale e culturale. Inoltre, si ha la sensazione che questa squadra non sia davvero unita, e senza compattezza è impossibile ambire a grandi traguardi. Marzo arriverà presto, e con esso lo spareggio. Gattuso riproporrà le stesse scelte? Speriamo di recuperare gli assenti e, magari, Chiesa. Si può davvero risollevare un ambiente così sfiduciato in così poco tempo? La strada è in salita, ma ora è il momento di dimostrare carattere e ambizione. Alla prossima.

Grazie 

MisterEzio 




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&

Alla prossima!



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