Note a margine 2

"ALLENARE LA PRESTAZIONE"






La gestione di una squadra, in ambito sportivo, si sviluppa attraverso tre ruoli chiave distinti fra loro, ognuno con compiti e obiettivi specifici, che superano la genericità del termine "mister". Queste figure possono essere così delineate: Il Primo è il termine Istruttore: è la figura analitica e preparata, il cui focus principale è la trasmissione di conoscenze fondamentali. Si occupa della pianificazione metodica dell'allenamento, assicurando l'esecuzione corretta delle situazioni di gioco e l'applicazione funzionale delle PRSV (ossia Principi, Regole, Situazioni, Vincoli, ecc.), spesso legati al metodo di allenamento specifico e al modulo di gioco. Il suo approccio è prettamente metodico e tecnico. Il secondo termine è: L'Allenatore: questa figura è specificamente orientata al gioco e all'agonismo. Analizza e ottimizza le prestazioni fisiche, tattiche e psicologiche della squadra per il raggiungimento di risultati agonistici specifici e immediati. Il terzo termine è: il Coach: considerato il ruolo più completo e formativo, il coach accompagna l'atleta nel suo percorso di crescita personale. Si concentra sullo sviluppo della persona, facilitando la consapevolezza e la responsabilità individuale, con l'obiettivo di formare individui equilibrati e consapevoli prima ancora che atleti. Ciò nonostante, questo ruolo significativo non sempre trova piena applicazione, soprattutto nelle attività di base, dove l'attenzione di chi allena è spesso distolta dalla ricerca affannosa, e a tutti i costi, del risultato immediato.



Questi tre ruoli si basano su competenze complementari e, idealmente, in futuro potrebbero essere affidati a collaboratori specializzati all'interno di uno staff tecnico. Un coach efficace, capace, sia nel contesto dilettantistico che professionistico, deve dimostrare competenza, mantenersi costantemente aggiornato ed essere un comunicatore autorevole e persuasivo. È essenziale seguire una metodologia strutturata, possedere una solida esperienza e aderire a una filosofia etica ben definita. Tale filosofia si articola in due approcci distinti: allenare il "rendimento" (orientato ai risultati competitivi) o allenare la "formazione" (focalizzato sullo sviluppo completo della persona-giocatore). In passato, queste due visioni coesistevano in equilibrio, favorendo una crescita naturale dei talenti. Tuttavia, negli ultimi anni si è osservata una crescente enfasi sui risultati immediati, spesso a scapito della formazione integrale dell'atleta. L'applicazione indiscriminata di questa mentalità nelle attività di base dilettantistiche sta creando problemi gravi, come l'accorciamento del percorso di permanenza nel settore giovanile o, peggio ancora, il fenomeno del "drop-out" sportivo, ovvero l'abbandono precoce dell'attività da parte dei giovani. La ricerca ossessiva del risultato ha indebolito l'intero sistema calcistico nazionale, con conseguenze visibili sia a livello di club che di Nazionale. Un dato particolarmente allarmante è la scarsa presenza di giocatori italiani titolari in Serie A, con una media di appena due o tre per squadra. L'allenatore del Como, Cesc Fàbregas, per esempio, che punta sui giovani, schiera prevalentemente giocatori spagnoli o stranieri a causa della carenza di talenti italiani. Questo fatto appare credibile data la situazione attuale. Queste sono analisi personali, ma che vengono espresse con fermezza e convinzione. È possibile che queste analisi siano errate, ma almeno si affronta apertamente la probabile causa della profonda crisi del calcio italiano. I risultati deludenti e scarsi ottenuti a livello internazionale possono forse essere negati? Non voglio cadere nella demagogia, ma ho un’idea molto chiara al riguardo: dobbiamo partire dall'analisi della formazione dei coach nelle attività di base dilettantistiche. È fondamentale promuovere una filosofia condivisa che metta al centro sia il gioco sia lo sviluppo della persona. Solo così il talento potrà emergere in modo naturale, e tutto il resto seguirà di conseguenza.

Grazie   
MisterEzio

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