Il metodo
"ALLENARE LA PRESTAZIONE"
In questo post intendo approfondire alcuni principi del mio metodo
MisterEzio
N.B: E' possibile guardare il relativo video nel canale youtube @misterezio1963
Riflessioni:
Il metodo che propongo ha il focus nelle situazioni e in particolare nelle PRSV (partite a ranghi e spazi variabili), sviluppa sinergicamente le capacità tecniche, tattiche, motorie coordinative, fisiche - condizionale e psicologiche, per costruire la resistenza necessaria a sostenere elevate intensità per periodi prolungati. In questo processo l'allenatore assume un ruolo centrale come ago della bilancia: attraverso l'inserimento nelle situazioni di regole e vincoli specifici e un coinvolgimento energico, egli monitora costantemente i parametri della intensità che deve rimanere alta per evitare il sotto-allenamento e ricercare picchi prestativi elevati. Oltre alla misurazione della frequenza cardiaca, il mister utilizza l'osservazione diretta per valutare le reazioni emotive e l'adattamento psicofisico degli atleti agli stimoli. La direzione principale delle esercitazioni deve prevedere una transizione fluida dal gioco intermittente a quello continuo, sollecitando il passaggio dal regime aerobico a quello anaerobico attraverso variazioni improvvise e imprevedibili che obbligano l'atleta, durante la situazione, a gestire l'affaticamento e le scorie di lattato si verificano nei momenti di bassa intensità, recupero autonomo e agevolato dal carattere intermittente del gioco in partita. Per massimizzare la funzionalità e l'apprendimento specifico delle abilità e delle capacità prestative, è fondamentale mantenere il ritmo ed estremizzare le condizioni della prestazione reale, immergendo il giocatore nel suo ambiente naturale anziché in schemi artificiali. In tal modo, l'apprendimento fisico e tecnico avviene spontaneamente, riflettendo fedelmente i requisiti della partita. Considerando che l'incidenza degli infortuni è drasticamente superiore durante il match rispetto all'allenamento, con un rapporto che può toccare il 10 a 1, appare evidente che le strutture metodologiche tradizionali spesso non garantiscano una prevenzione efficace. Questo post intende dunque stimolare una riflessione critica, mettendo la pulce nell'orecchio a chi considera infallibili i metodi convenzionali.
Osservo che, dalle categorie giovanili ai professionisti, gli atleti ricevono una preparazione fisica che eccede le reali esigenze del gioco, focalizzata prevalentemente sull'intensità fisico-condizionale in partita. Questo approccio suscita in me due riflessioni: la prima riguarda il futuro del progresso atletico, chiedendomi cosa si inventerà una volta raggiunto il limite dell'intensità e della fisicità; la seconda, più critica, evidenzia un calo proporzionale di creatività e intelligenza tattica nel gioco, diretta conseguenza di anni di allenamenti rigidi e orientati alla forma fisica che hanno trascurato l'allenamento situazionale e cognitivo. Inoltre, ho la sensazione che ci sia un evidente equivoco sul termine intensità. Si riferisce alla qualità e alla rapidità con cui un giocatore o una squadra esegue le azioni di gioco (fisiche, tecniche e tattiche) con e senza palla in un determinato periodo di tempo. In molti casi, invece, in partita viene sfruttata come valore di aggressività fisica verso gli avversari. Vedo molti falli "brutti" e sembrano violenti, orientati non solo a fermare il gioco. Come reazione sono aumentate le grida di dolore, e sceneggiate varie, spesso legate ad autentiche perdite di tempo.
Per contrastare un calcio sempre più meccanico e schiavo della tattica, dobbiamo rimettere al centro la creatività e il bagaglio cognitivo dell'atleta. L'enfasi eccessiva sulla preparazione fisica e sull'intensità ha trasformato il gioco in uno scontro atletico, oscurando la creatività e il talento. È tempo di tornare a nutrire l'essenza del calcio, limitando gli schemi predefiniti, spesso espressione di noia. E' una utopia leggere il gioco con agoritmi intendendo il gioco una sequenza ordinata, lineare e logica di istruzioni che permetta di risolvere gli imprevedibili problemi tattici o di eseguire un compito preciso, specifico. In verità molto semplicemente è il gioco l'unico istruttore, è l'unica fonte di conoscenza che realmente la capacità di memorizzare qualità e capacità con la stessa emotività che richiede la partita reale.
Grazie
Misterezio






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