"Di tutto di più..." primo approfondimento sul metodo

Misterezio Lorenzi "ALLENARE LA PRESTAZIONE"



In questo post aggiungo altri approfondimenti sul mio metodo "Allenare la prestazione". È fondamentale avere il coraggio di invertire la rotta: ciò significa dare maggiore importanza allo svolgimento di allenamenti cognitivi e situazionali.
Buona lettura

Aspetto teorico:

“L'interpretazione cognitiva della motricità sostiene che ogni movimento non rappresenti unicamente il risultato di un impulso muscolare, ma costituisca l'esito di un complesso processo di elaborazione mentale. Tale processo, intrinsecamente articolato, coinvolge diversi livelli di apprendimento e si sviluppa attraverso una sofisticata elaborazione delle informazioni sensoriali, partendo dalla percezione per giungere all'analisi, alla comprensione e, infine, alla decisione”.

Aspetto reale

La motivazione alla base di questo concetto è chiara: stimolare e arricchire le capacità sensoriali attraverso attività situazionali di gioco significative consente al cervello dell'atleta di stabilire connessioni più rapide, precise e complete. La qualità dell'elaborazione sensoriale risulta pertanto fondamentale. Esperienze situazionali, come le partite in spazi e ranghi variabili, ricche di contenuti strettamente correlati al gioco reale, permettono al sistema nervoso di costruire una mappa cognitiva efficace

Grazie a tale processo, le risposte motorie diventano progressivamente efficaci, migliorando la capacità di reazione agli imprevisti tattici.

Il confronto diretto con avversari e il coinvolgimento attivo in contesti realistici consentono agli atleti di sviluppare un bagaglio di conoscenze sia implicite sia esplicite, elementi imprescindibili per affrontare con successo le dinamiche di una competizione reale. Il principio sopra descritto costituisce il fondamento del mio approccio metodologico all'allenamento. Le attività non si limitano alla semplice ripetizione di schemi motori, bensì favorisce un'interazione costante con l'ambiente circostante, (la partita) conferendo all'esperienza di apprendimento profondità e significato. In sintesi, l'interpretazione cognitiva della motricità non rappresenta unicamente un modello di allenamento, ma anche una prospettiva per comprendere il funzionamento del cervello umano in relazione al movimento. Favorendo, nelle sedute di allenamento, esperienze situazioni complesse, incoraggiando la riflessione e l'adattamento, si promuove una crescita complessiva dell'atleta, che si traduce in un miglioramento non solo dal punto di vista fisico, ma anche mentale, preparandolo a eccellere in ogni contesto competitivo.  L’obiettivo centrale del mio metodo non è tanto attenuare la fatica fisica, quanto ridurre lo stress mentale tipico della partita reale.

Questo traguardo si raggiunge stimolando la percezione del gioco e la fluidità cognitiva tramite esercitazioni multi-situazionali. Tale approccio semplifica l’impegno mentale e tattico, rendendo più fluida la gestione degli imprevisti dettati dalla pressione avversaria. Il risultato è un calcio più consapevole, dove il rischio viene affrontato con naturalezza e calcolo. 

Tutto ciò poggia su un principio di profonda rilevanza, che considero il vero spartiacque e che trova conferma nelle parole di mister Zeman: “Il risultato finale può essere casuale, inaspettato e non previsto, ma la qualità della prestazione non lo è. Questa riflessione sottolinea come la performance non sia mai frutto del caso, bensì la sintesi perfetta tra la qualità del metodo di allenamento e la gestione tecnica del gruppo.”

Il confronto diretto con avversari e il coinvolgimento attivo in contesti realistici consentono agli atleti di sviluppare un bagaglio di conoscenze sia implicite sia esplicite, elementi imprescindibili per affrontare con successo le dinamiche di una competizione reale.

Grazie alla prossima

MisterEzio










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