Fase centrale della seduta. Il carico situazionale

Misterezio Lorenzi "ALLENARE LA PRESTAZIONE"

Argomento del post: la seconda fase dell'allenamento  "IL CARICO SITUAZIONALE"







Fase centrale della seduta:
E' il cuore dell'allenamento, dedicato allo sviluppo cognitivo e alla gestione delle situazioni di gioco. L'obiettivo è immergere l'atleta in un contesto specifico che ricalchi fedelmente le richieste e le dinamiche della partita reale.
Il principale obiettivo di questa fase di allenamento è sviluppare e perfezionare abilità specifiche e capacità fondamentali come forza, resistenza e velocità in modalità situazionale attraverso le PRSV. Questo viene realizzato attraverso strumenti che, pur sembrando inizialmente generici, si rivelano straordinariamente efficaci e formativi. 
Le partite di calcio sono caratterizzate da fasi e momenti di attività fisica ad alta intensità che portano a un accumulo di lattato. Per questo motivo, i giocatori hanno bisogno di periodi di attività a intensità inferiore per smaltire l'acido lattico dai muscoli coinvolti nello sforzo. In termini relativi, l'intensità dell'esercizio è sostanzialmente simile tra calciatori professionisti e dilettanti, ma l'intensità assoluta risulta essere maggiore nei professionisti. E’ indubbio che la capacità aerobica influenza sicuramente la prestazione in campo, è ragionevole dare a questa capacità una certa priorità quando si progetta un programma di una seduta di   allenamento, certamente le PRSV sono di aiuto.
Nelle sedute che includono situazioni di gioco, e in particolare nelle PRSV (Partite a ranghi e spazi variabili), i momenti di recupero si autoregolano e sono strettamente connessi all'andamento della partita, diversamente da quanto accade negli allenamenti tradizionali, dove le pause sono predefinite. In partita, infatti, l'attenzione del giocatore si disperderebbe se dovesse gestire consapevolmente anche i tempi di recupero.
In un contesto dinamico di gioco come le PRSV, l'innalzamento della soglia aerobica si verifica "naturalmente", dettato dall'intensità intermittente creata dallo sviluppo e dalla più o meno fluidità del gioco stesso. L'allenamento situazionale, o "carico situazionale", ha lo scopo di innescare e sollecitare a livelli massimali sia la capacità aerobica, con il massimo consumo di ossigeno, sia, in un secondo momento, la capacità anaerobica, proprio come accade e viene richiesto dalla partita reale.
L'allenamento situazionale-cognitivo, nella fase del carico situazionale,  porta gradualmente ai massimi livelli sia la capacità aerobica che quella anaerobica, determinando un inconsapevole e spontaneo aumento del rendimento delle prestazioni nella partita reale.
Le partite a ranghi e spazi variabili, utilizzate in questa fase, rappresentano un metodo versatile e altamente formativo: benché possano apparire semplici, lavorano in maniera mirata su diversi aspetti e variabili, offrendo miglioramenti concreti e funzionali per le situazioni di gioco reale.  L'errore più grave è sottovalutare quanto influiscono nella formazione e l’apprendimento e quanto incida poi sulla dinamica della partita vera e propria.A questo punto, vorrei fare una considerazione un po' fuori dagli schemi. È possibile che le partite a ranghi e spazi variabili vengano usate poco perché raccogliere dati scientifici in un contesto simile risulta difficile o poco naturale. Finisce così che l'unico vero strumento di misurazione efficace diventa il cosiddetto "occhiometro" del mister, utile per leggere la fatica fisica e mentale del giocatore. Ma non è un'operazione semplice, ci vuole molta esperienza pratica e questa difficoltà crea incertezza tra i mister e gli specialisti del settore.
Ma torniamo all'argomento. Grazie al gioco continuo, spesso privo di regole di gioco o interruzioni, si favorisce un apprendimento avanzato. In questo modo si stimola e promuove rapidità di pensiero e velocità d’azione, migliorando al contempo abilità essenziali come la cooperazione e la collaborazione tra compagni di squadra. L’elevata intensità del gioco favorisce la velocità d’intervento, il cambio di ritmo e un significativo miglioramento della velocità d’esecuzione. Ciò che rende questa fase davvero straordinaria è la dinamica tattica e cognitiva, caratterizzata da un’alternanza continua di transizioni che riflettono perfettamente le situazioni di una partita reale. Durante la fase centrale della seduta situazionale, l’obiettivo principale è mantenere un’intensità e movimento elevati o molto elevati nel tempo. 
 Le PRSV che proponiamo sono progettate per garantire un’intensità costante ed elevata. 


Grazie al gioco continuo, spesso privo di regole di gioco o lunghe interruzioni, si favorisce un apprendimento avanzato. In questo modo si stimola lo sviluppo di capacità chiave come l’anticipo, la prontezza decisionale in contesti tattici complessi e la disponibilità ad assumersi rischi per fare la scelta più efficace. Inoltre, promuove rapidità di pensiero e velocità d’azione, migliorando al contempo abilità essenziali come la cooperazione e la collaborazione tra compagni di squadra. L’elevata intensità del gioco favorisce la velocità d’intervento, il cambio di ritmo e un significativo miglioramento della velocità d’esecuzione. 
Questi elementi sono fondamentali per ottimizzare la prestazione complessiva. Ciò che rende questo metodo davvero straordinario è la dinamica tattica e cognitiva, caratterizzata da un’alternanza continua di transizioni che riflettono perfettamente le situazioni di una partita reale. Durante la fase centrale della seduta situazionale, l’obiettivo principale è mantenere un’intensità e movimento elevati o molto elevati. La fase centrale della seduta il carico situazionale  si suddivide 5 parti  situazionali con 5  PRSV, con regole e vincoli diversi:
PRSV di attivazione                         
PRSV "Navetta"  
PRSV"NO stop"                       
PRSV di “Recupero” 
PRSV a tema



La prima sessione di partite a ranghi e spazi variabili (PRSV) è concepita per aumentare intensità e concentrazione, elementi chiave per affrontare carichi situazionali più complessi. 
Qualora l'allenatore lo ritenga opportuno, è possibile saltare la fase di attivazione e procedere direttamente alle due partite successive. 
Le due PRSV, denominate "Navetta" e "no stop", rappresentano il nucleo del carico situazionale, sempre presente nelle sedute. Sono caratterizzate da un'alta intensità, un gioco continuo privo di regole fisse e pause minime, richiedendo un notevole dispendio di energie fisiche e risorse mentali. Queste due partite sono considerate modelli fondamentali per facilitare l'apprendimento di tutte le variabili che si presentano in modo integrato e globale. I fattori che aumentano l'impegno e la formazione includono l'intensità del gioco, il volume complessivo, la densità dei giocatori coinvolti e, se presenti, vincoli specifici. 

Le due PRSV di base

“NAVETTA & “NO STOP”




PRSV “navetta”
Gioco continuo 

Il gioco si svolge in modo continuo. L'obiettivo principale della seduta, nella sua fase centrale, è raggiungere e mantenere un livello di alta intensità per il maggior tempo possibile, stimolando al massimo attenzione e concentrazione. Creare alta intensità implica incrementare significativamente la velocità di decisione ed esecuzione, integrando anche altri aspetti condizionali come forza e resistenza in modo integrato. L’apprendimento risulta centrato e regolato dalla realtà del gioco, lo stesso ambiente della partita reale. La regola valida in entrambi i tempi è la seguente: se il pallone esce dal rettangolo di gioco, il giocatore che lo ha toccato per ultimo deve recuperarlo e portarlo al mister, conducendolo al di fuori del campo senza rientrare immediatamente in gioco. Nel frattempo il mister rimette in gioco un secondo pallone e la partita continua. L’inserimento da parte dell’allenatore della palla ogni volta che esce, costringe i giocatori ad adattarsi costantemente alla nuova transizione. Durante questo intervallo, la partita continua con una squadra in superiorità numerica. Una volta restituito il pallone al mister, il giocatore può rientrare in campo, ripristinando l'equilibrio numerico tra le due squadre.

PRSV “NO STOP”
Gioco continuo La partita si svolge senza interruzioni. Questa regola si applica per tutta la durata della partita: se il pallone esce dal campo, i giocatori lo ignorano. Sarà il mister a introdurre un nuovo pallone per proseguire il gioco senza pause.

Dopo aver completato le due partite a ranghi e spazi variabili di base, sempre presenti in tutte le sedute, introduciamo la successiva PRSV di recupero. Questa fase si svolge con un’alta densità di giocatori, restringendo le dimensioni dei due campi iniziali alle metà campo. L'obiettivo è favorire il recupero fisico e mentale, aiutando i giocatori a ritrovare il normale ritmo di gioco attraverso un’attività intermittente con regole standard e intensità bassa o media. Si tratta di un recupero attivo, privo di vincoli, che consente il gioco libero a intensità ridotta. Anche in questa fase, l’allenatore lascia giocare senza intervenire direttamente. È inoltre il momento ideale, per chi lo ritiene necessario, di introdurre brevi pause per lo stretching e esercizi di respirazione, fermando temporaneamente il gioco se necessario.
Negli allenamenti che presento è solo nominata. Prima di concludere la descrizione dell'allenamento con la terza fase, dobbiamo focalizzare nuovamente l’attenzione e la concentrazione dei giocatori con un'ultima partita a ranghi e spazi variabili. E’la parte fondamentale della fase centrale del carico situazionale, è progettata per migliorare l'apprendimento tecnico, tattico e motorio, sia a livello individuale che collettivo. Le regole e i vincoli sono tantissimi e sono descritti nelle sedute di allenamento che descriveremo. Vengono introdotti in modo graduale, passando progressivamente dal gioco intermittente a quello continuo, per garantire l'apprendimento strutturato stabile e reale. Il carico situazionale rappresenta il cuore della seduta ed è progettato con obiettivi e funzioni naturali, prendendo in considerazione una vasta gamma di fattori legati alla realtà della partita. I benefici includono: 1. Miglioramento della rappresentazione motoria e della qualità del movimento 2. Potenziamento del metabolismo AEROBICO massimo consumo d’ossigeno e massima frequenza cardiaca 3. Miglioramento della capacità ANAEROBICA 4. Miglioramento dell'attenzione e della concentrazione a lungo termine. (RESILIENZA ) 5. Adattamento alla convivenza e al confronto con l'avversario, abitudine al situazionale, resistenza alle difficoltà 6. Sviluppo della capacità di memorizzare e discriminare informazioni 7. Potenziamento della capacità decisionale in situazioni rapide 8. Elaborazione di nuovi movimenti, comportamenti e conoscenze 9. Miglioramento delle capacità di osservazione e anticipazione 10.Crescita della resistenza a situazioni imprevedibili e complesse 11. Miglioramento delle interazioni con i compagni e del comportamento tattico 12. Incremento del livello di competitività e della resistenza alle difficoltà tattiche di gioco 13. Miglioramento della capacità di adattamento, autoregolazione e auto-percezione 14. Potenziamento dell'apprendimento cognitivo 15. Potenziamento delle variabili tattiche, le abilità motorie. le capacità fisico condizionali e psicologiche 16. Miglioramento della concentrazione decisionale in situazione di difficoltà tattica
Utilizzare con costanza nelle sedute di allenamento le situazioni di gioco i movimenti le abilità diventano progressivamente precisi, stabili, produttivi e più rapidi, tutti comportamenti utili per avere un migliore accesso alla prestazione. Lo scopo del carico “SITUAZIONALE” è aggiungere al giocatore al contenuto cognitivo nuove conoscenze, tramite la scoperta e la “prova”strettamente connesse all’ambiente in cui è immerso cioè alla partita.
Descrivo i principi tattici di gioco che regolano le PRSV del carico situazionale:
PRINCIPI DI GIOCO








Il metodo che presento si basa su esercitazioni che riproducono fedelmente le reali condizioni di gara, coinvolgendo interazioni globali e imprevedibili. 
Il gioco del calcio è un ambiente dinamico e complesso, caratterizzato da un flusso continuo definito "Ciclo del Gioco", che si articola in quattro fasi distinte che si susseguono in modo caotico e ininterrotto:
  • Fase del possesso palla (attacco della porta).
  • Fase del non possesso palla (riconquista del possesso palla, scaglionamento posizionale difensivo, smarcamento).
  • Transizioni negative.
  • Transizioni positive.

Vedi tabella


La fase centrale della seduta mira a migliorare competenze dei giocatori, aumentando la velocità e la precisione nel leggere le situazioni e nel prendere decisioni efficaci. L'esperienza situazionale, come più volte affermato, accumulata durante le sedute di allenamento, potenzia il bagaglio cognitivo; ogni sessione è un'opportunità per acquisire conoscenze e consolidare abilità applicabili in gara. Una varietà di scenari di gioco, in particolare partite con spazi e ranghi variabili, favorisce una maggiore capacità di adattabilità del giocatore. Le qualità cognitive sono condizionate dalla memoria formata dall'esperienza vissuta in allenamento, che porta a un migliore uso delle conoscenze memorizzate e a una maggiore abilità nell'elaborare e apprendere informazioni. Gli allenamenti includono situazioni con la presenza dell'avversario e almeno una direzione di gioco. Ritengo che la superiorità fisica e la resistenza non siano fini a se stesse. Il vero valore risiede nella capacità di anticipare lo sviluppo del gioco e di prendere decisioni efficaci durante l'azione, confrontandosi con successo con l'avversario. Di conseguenza, l'allenamento deve fondarsi sulla costante interazione tra le componenti motorie, tecniche, tattiche e psicologiche. L'obiettivo principale è sviluppare la componente cognitiva, ovvero il patrimonio di conoscenze strettamente connesso al gioco reale. Si tratta di creare situazioni strutturate con sistemi dinamici di gioco in grado di stimolare le competenze di problem-solving (definizione del problema) durante le attività situazionali, fornendo il numero più elevato possibile di input correlati al gioco.
Il carico situazionale e l’allenamento situazionale e cognitivo agisce come un vero e proprio acceleratore dell'apprendimento di tuute le variabili che esprimono le qualità e capacità pestative connesse alla partita reale.
Il metodo si basa su esercitazioni che riproducono fedelmente le reali condizioni di gara, grazie a interazioni globali, imprevedibili e interconnesse. La seduta di allenamento diventa un contenitore di conoscenze da utilizzare durante la partita. 
Il carico  situazionale deve rispettare i sei parametri scientifici standard:
  1. Intensità
  2. Complessità
  3. Durata
  4. Volume
  5. Densità
  6. Frequenza. 
A questi si aggiunge la variabilità dei vincoli e delle regole (alternanza di PRSV) che promuove l'adattamento cognitivo e stimola l'apprendimento tecnico, tattico, motorio-coordinativo e fisico, garantendo una progressione graduale dall'attività aerobica a quella anaerobica. L'uso delle situazioni di gioco come elemento centrale aumenta la gestione complessiva dell’aspetto emotivo e psicologico. In partita, questi elementi sono inscindibili e si presentano in maniera globale.
È indubbiamente la fase più formativa e intensa, durante la quale vengono sensibilmente migliorate, in modo integrato e strutturato, tutte le variabili fondamentali per affrontare al meglio la partita reale. In questo momento cruciale del percorso si opera con precisione e metodo, perfezionando ogni dettaglio necessario a garantire una performance ottimale. 
L'apprendimento cognitivo è pienamente assicurato, poiché l'ambiente riproduce fedelmente quello della prestazione, con la presenza dell'avversario a rappresentare il principale elemento di confronto e sfida
Grazie
Misterezio



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