Non solo calcio

Misterezio Lorenzi "ALLENARE LA PRESTAZIONE"



In questo post vorrei analizzare alcuni episodi e comportamenti che, ormai, sono diventati la norma all'interno di una partita di calcio. Molte volte ho criticato i metodi di allenamento attuali, e continuo a pensare che, parallelamente alla crisi metodologica, stiamo assistendo a un preoccupante declino etico. Nei campionati europei e italiani si registra un'attenzione ossessiva alla fisicità, spesso a discapito della creatività e ora anche della  lealtà. Il campo è diventato il palcoscenico di comportamenti sistematici: perdite di tempo volontarie, simulazioni sempre più plateali e un’aggressività che sfocia in interventi pericolosi, talvolta più simili a placcaggi da rugby che a contrasti calcistici.
A differenza di sport come rugby o pallavolo, dove il rispetto è un valore intoccabile, nel calcio l’antisportività sembra ormai normalizzata. La cultura del “vincere a tutti i costi” giustifica proteste furiose contro gli arbitri e la contestazione persino delle evidenze più banali, come una semplice rimessa laterale. È desolante che i media spesso assolvano tali comportamenti, liquidandoli come “adrenalina del momento”, ignorando l’effetto educativo sui giovani che imitano i propri idoli. Valori fondamentali come lealtà e rispetto, oggi sottovalutati, prima o poi presenteranno il conto. 
Per questo ho apprezzato la proposta avanzata qualche tempo fa da Zbigniew Boniek: obbligare i giocatori che rimangono a terra dopo presunti infortuni a lasciare il campo per due o tre minuti. Una misura semplice che ridurrebbe drasticamente quelle sceneggiate ormai sistemiche in un ambiente dove il fine – vincere – sembra giustificare qualsiasi mezzo, dall’aggressione verbale alla simulazione. 
Il simbolo di questa deriva si è visto nel recente derby d’Italia tra Inter e Juventus, con la grottesca simulazione di Bastoni. Questo episodio solleva una domanda inevitabile: a cosa serve il VAR?
Il Video Assistant Referee dovrebbe:
analizzare le decisioni arbitrali
• correggere errori evidenti in situazioni cruciali

Controllando quattro aspetti specifici:
• gol (compresi i fuorigioco)
• calci di rigore
• espulsioni dirette
errori nell’identità dei giocatori sanzionati
Eppure, in un caso tanto evidente, non è stato utilizzato. Alla prestazione arbitrale mediocre si aggiunge l’incoerenza del sistema: il giocatore juventino espulso, Kalulu, sconterà la squalifica, mentre Bastoni, nonostante la simulazione, non subirà alcuna conseguenza.
La scorrettezza non riguarda solo il gesto di Bastoni, ma ciò che rappresenta: nel calcio moderno sembra ormai lecito qualsiasi colpo basso pur di ottenere un vantaggio. Più che invocare l’esclusione dalla Nazionale – misura improbabile – gli chiederei semplicemente: è questo un comportamento corretto? Questi giocatori sembrano dimenticare di essere osservati da migliaia di ragazzi, diventando modelli negativi. Personalmente, se fossi un allenatore come Gattuso, lo metterei davanti alle sue responsabilità: senza la capacità di riconoscere l’errore, non troverebbe spazio nella mia squadra. 
Inoltre mi sembra che è in aumento di intensità e aggressività mira a interrompere spesso  il gioco attraverso mezzi violenti. Un esempio è il fallo di Moisés Caicedo del Chelsea su Mikel Merino dell'Arsenal durante la partita del 30 novembre 2025. Il fallo alla caviglia di Merino è costato il cartellino rosso al giocatore del Chelsea. Apro una parentesi il giocatore è stato espulso dopo che l'arbitro ha guardato il VAR, altrimenti non sarebbe neanche stato sanzionato.  L'aspetto incredibile è stato il rifiuto di riconoscere la gravità del fallo da parte di Caisedo, quasi come se non lo avesse commesso, la negazione è una pratica comune a tutte le partite di tutti i campionati anche per falli evidenti o quando la palla esce dal campo .
 Vedi foto del fallo.

Di falli o meglio dire entrate, scivolate, sulle caviglie sono numerose e si assistono in tutti i campionai e categorie. Sembra che correttezza ed etica non facciano più parte del calcio moderno. Le simulazioni sono comuni, spesso accompagnate da grida disperate. A differenza del rugby, dove i giocatori non urlano dopo un placcaggio, nel calcio i giocatori rimangono a terra per lunghi periodi per perdere tempo, solo per rialzarsi miracolosamente e correre se il gioco riprende nelle vicinanze. Un'altra tendenza recente è la rimessa laterale lunga dalla linea laterale vicino all'area di rigore. Questa tattica ha spesso una traiettoria lenta e raramente raggiunge il bersaglio, restituendo il possesso palla all'avversario. Inoltre, il tempo sprecato per asciugare la palla e prendere la rincorsa è paragonabile a quello di un calcio d'angolo. Falli inutili e perdite di tempo eccessive frammentano le partite, rendendole noiose. Ammiro gli arbitri che lasciano scorrere il gioco e fischiano meno; in questi casi, i giocatori tendono a simulare meno. Ritengo che il calcio sia lo sport più bello del mondo, sono però deluso quando questi comportamenti così plateali  antisportivi ne diminuiscono il fascino e l'interesse. Altro fallo che noto sia più praticato è nei salti in cui si allargano le braccia, quasi con la volontà di fare male e di colpire il viso, fra l'altro ci sono anche giocatori  non toccati  interpretano scene melodrammatiche a terra di dolori inesistenti...😌
È urgente un cambio di paradigma: una partita non è una battaglia, ma un confronto in cui deve prevalere il più preparato, non il più furbo. Siamo ormai assuefatti a comportamenti che nulla hanno a che vedere con lo sport vero. L’aspetto educativo interessa a pochi, mentre l’involuzione comportamentale raggiunge livelli senza precedenti. Punire serve fino a un certo punto: i comportamenti antisportivi sono la conseguenza diretta di metodi di allenamento che non educano la persona. Se ci fosse questa attenzione, avremmo giocatori corretti dentro e fuori dal campo. Il cambiamento deve partire dalle attività di base, e la responsabilità ricade inevitabilmente su allenatori e adulti. Sarebbe un cambiamento radicale, ma purtroppo non vedo la volontà di intraprenderlo.
N.B. Nel mio canale YOUTUBE ho pubblicato il podcast relativo a questo argomento.



Grazie 
MisterEzio

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