Ormai ci siamo...
Misterezio Lorenzi "ALLENARE LA PRESTAZIONE"
Provo un’emozione mista all'ansia dell'attesa, la stessa sensazione di quando da mister scendevo in campo per una partita decisiva: uno spareggio, una promozione o un derby. Mi riferisco all'imminente sfida per l'accesso ai Mondiali. Non voglio fare polemiche sui singoli o sulla formazione, anche perché il rientro di Calafiore e Tonali farà sicuramente la differenza; resta il fatto che, a un solo giorno dal fischio d'inizio, l'attesa mi emoziona profondamente. I miei ricordi tornano alla cavalcata mondiale del 1982: ricordo il clima ostile che circondava la Nazionale di Bearzot, reduce da un girone di qualificazione opaco. Eppure, proprio da lì è nata la storia. Paolo Rossi, Tardelli e tutto quel gruppo, guidato dalla competenza unica di Bearzot, furono fantastici. Per me non erano i più forti in assoluto, il Brasile di allora era magico, ma forse i brasiliani peccarono di presunzione, giocando con una difesa fragile e un portiere non all’altezza. Erano un’orchestra di musicisti stratosferici senza un maestro, e nulla poterono contro la tattica essenziale e la forza del gruppo azzurro. Ci sono partite in cui non conta solo chi scende in campo, ma lo spirito e la fame di vittoria. Non parlo di una foga eccessiva che può tradire, ma della ferma volontà di non restare a casa per il terzo Mondiale consecutivo. Gattuso si trova davanti a un bivio: se vince entra nella storia, se fallisce la qualificazione rischia di essere ricordato come un allenatore mediocre. Certamente, al di là dei giovani, non ha a disposizione un gruppo di altissima qualità, ma se i giocatori assorbissero anche solo la metà della sua mentalità e della sua determinazione, sarebbe fatta. Tutti devono dare più del massimo: i giocatori in campo, i tifosi sugli spalti e io da casa. In questa vigilia ho una sensazione positiva, anche perché più in basso di così non possiamo scendere; un altro Mondiale senza la nostra Nazionale sarebbe inconcepibile. Sono il primo ad aver scritto e manifestato quanto il sistema calcio italiano sia carente, a partire dai settori dilettantistici e di base ecc..., ma domani conta solo una cosa: gridare Forza Azzurri!


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