Analisi libere della partita Italia - Irlanda del Nord

Misterezio Lorenzi "ALLENARE LA PRESTAZIONE"


PRESENTA:

ITALIA - IRLANDA DEL NORD
Libere analisi e approfondimenti

Nel primo tempo ha prevalso la tattica, la paura di perdere o forse un’eccessiva prudenza dettata dall'ansia per l'alta posta in palio. Bisogna infatti considerare che manchiamo dai Mondiali da ben 12 anni e per due edizioni consecutive e inevitabilmente  le pressioni si sono amplificate. In quelle precedenti occasioni, avevamo pagato a caro prezzo l'errore di sottovalutare l'avversario e di sbagliare psicologicamente l'approccio alla partita, rimediando sconfitte impreviste che sono costate carissimo. Se aggiungiamo la lunga attesa per questo match e gli infortuni dell'ultimo minuto che hanno colpito alcuni titolari, non c'è da stupirsi dell'incertezza e dei dubbi emersi in questa prima sfida 'dentro o fuori'. Sono fattori che hanno pesantemente condizionato l'accesso alla partita nel primo tempo.
Questa partita, da subito l'ho considerata una partita molto delicata forse una delle più complesse per la nazionale ed era  comprensibile e prevedibile  un inizio partita  così complicato.  Gattuso e il suo staff hanno cercato di agire da pompieri per trasmettere serenità al gruppo, ma l'impresa era ardua e, prevedibilmente, non vi sono riusciti. Nel primo tempo si è visto un giropalla noioso e prolungato tra il centro e le fasce, segno di una momentanea incapacità di alzare l'intensità di gioco. L'unica fase eseguita con ordine è stata quella difensiva, a fronte di scarse iniziative offensive: un tiro di Kean e poco altro, senza mai creare vere e proprie occasioni da rete. Molti giocatori mi sono parsi contratti e con poche idee, come Tonali, Calafiori e perfino Kean; in particolare Bastoni, che ha rallentato il gioco in modo quasi inspiegabile. Ho notato molti cross prevedibili per la difesa dell'Irlanda e non ricordo nemmeno un tiro da fuori area.
Gli unici a salvarsi nella prima frazione sono stati Dimarco (per me un folletto imprevedibile) e Locatelli, quest’ultimo  ha trovato la posizione giusta guidando bene ripartenze e svolgendo intercetti, uno dei pochi lucidi.
Cosa è mancato, quindi? A mio avviso, il limite attuale del calcio italiano  risiede nell'incapacità di affrontare e vincere i duelli uno contro uno: mancano la creatività e l'iniziativa necessarie per creare superiorità numerica e rompere l’equilibrio tattico  della difesa avversaria. 
L'unico che ha provato a saltare l’uomo è stato Politano, spesso raddoppiato e apparso non al top della condizione, ma comunque propositivo. La pressione del risultato ha pesato, ma avere un solo giocatore in Nazionale capace di creare superiorità numerica è davvero troppo poco.
Il secondo tempo si è aperto con un’occasione clamorosa in contropiede per Retegui, che però è mancato di lucidità sia nel controllo che nella conclusione. Successivamente sono saliti in cattedra Calafiori e Tonali, insieme a Kean e Locatelli; quest’ultimo, in particolare, ha mantenuto un rendimento altissimo e una visione di gioco costante.
Sui cambi, più che soffermarmi su chi è uscito, scelta che ritengo opinabile e scelte di Gattuso, dato che per me un Barella così fuori forma forse non avrebbe dovuto nemmeno giocare, vorrei soffermarmi e  lodare chi è entrato. Ragazzi come Esposito, Pisilli e Palestra sono davvero forti. L'ingresso di Raspadori, invece, l'ho interpretato come un premio alla sua generosità e al fatto che giocasse in casa ma in questo momento sopravvalutato. Nella ripresa abbiamo mostrato una superiorità netta, giocando come avremmo dovuto fare sin dall'inizio, pur consapevole che non fosse semplice. Faccio presente che gli avversari non hanno fatto un tiro, degno di nota, nella nostra porta.
Superato lo scoglio psicologico e la 'paura di vincere', guardo con fiducia alla sfida di martedì contro la Bosnia. Spero che Gattuso abbia il coraggio di schierare Esposito, Pisilli dal primo minuto e successivamente in gara in corsa Palestra: sarebbe un segnale forte, una dimostrazione di quella grinta che al Mister non manca di certo.
Più che dare pagelle, vorrei condividere le mie impressioni sui singoli protagonisti:
Donnarumma: Difficile da giudicare, ma nel primo tempo mi è parso un po’ nervoso; sensazione comunque comprensibile data l'importanza del match.
Mancini: Diligente e intelligente in fase difensiva. È mancato nelle proiezioni offensive che di solito mostra nella Roma, ma è una scelta che ci può stare.
Bastoni: L’ombra del giocatore che conoscevamo. Ha avuto un rendimento opaco quasi confuso, nervoso, con poche idee e limitato a passaggi laterali o falli.
Calafiori: È entrato in partita gradualmente, facendo valere la forza fisica e la personalità che gli derivano dall'appartenenza all'Arsenal, uno dei top club d'Europa.
Politano: L’unico capace di saltare l’uomo; per questo è stato spesso raddoppiato, risultando comunque tra i più propositivi, che non avrei cambiato.
Di Marco: Uno dei pochi a restare acceso sin dal primo minuto; come pochi altri sa disegnare cross e calci d'angolo precisi e velenosi.
Barella: Al momento mi sembra sopravvalutato da stampa e addetti ai lavori. Corre molto senza palla, ma con il pallone tra i piedi è inefficace nello sviluppo del gioco, come dimostrato dall'azione in cui è uscito in fallo laterale da solo con il possesso palla.
Locatelli: È incredibile il lavoro, silenzioso, che svolge sia in fase di intercettazione che nel raccordo tra difesa e attacco. Ha compensato con un sacrificio enorme la prestazione opaca di Barella. Magari non sarà un cecchino dal dischetto, ma oggi è uno dei migliori centrocampisti del campionato.
Tonali: Come Calafiori, ha faticato ad entrare in partita, ma una volta entrato in ritmo ha mostrato personalità e doti tecniche indiscutibili, coronate dal gol.
Retegui: Ha scelto di giocare in Arabia e risente di un campionato pur ricco, ma povero di intensità; l'ho visto poco lucido fisicamente.
Kean: Ottimi movimenti e grande generosità anche in copertura. Gioca con la mente libera e gli riescono giocate importanti, favorite da una grande capacità di proteggere palla. Notevole l'intesa con Esposito.
Pisilli: Sempre vivace, determinato e dotato di un'ottima tecnica. Non sta mai fermo: promosso.
Palestra: Mi ha impressionato per uno stop aereo seguito da un controllo perfetto e un assist per Esposito; un'azione così difficile che forse nemmeno il compagno si aspettava riuscisse. Bravo.
Esposito: Quando è in campo la sua presenza si sente: spinge, lotta con caparbietà e cerca la porta come pochi. Difficile rinunciare a un attaccante con questa personalità.
Raspadori: Al momento non lo considero un giocatore determinante e né da Nazionale. Non comprendo bene il suo utilizzo; come diceva mister Simeone Mister dell'Atletico), è un 'bravo ragazzo', ma per giocare titolare serve qualcosa in più.
Gatti: Si dimostra decisamente più sicuro di Bastoni.
Infine mister Gattuso: Nelle partite 'secche', dove ci si gioca il tutto per tutto, l’Italia ha bisogno prima di tutto di una persona sincera, leale e determinata. Il Mister è l’uomo giusto al posto giusto nel momento giusto: non sarà un fine stratega, ma ha coraggio e forza da vendere, e nella ripresa è riuscito a trasmettere questa carica ai ragazzi.
Inoltre, far esordire Palestra e dare spazio a giovani come Pisilli ed Esposito è una prova di grande coraggio. E’ un messaggio diretto e potente a tutto l’ambiente e al gruppo: chi merita gioca. Avanti così.
Prima del match ho sentito molti giornalisti affermare che siamo superiori all'Irlanda del Nord sotto l'aspetto tecnico, un'espressione di cui fatico a comprendere il reale significato. La realtà è che non esistono più le cosiddette 'partite cuscinetto': il livello delle squadre di fascia B ( che al momento apparteniamo anche noi) si è equilibrato e ogni sfida va affrontata con massima determinazione, proprio come abbiamo fatto nel secondo tempo. Tra l'altro, in questo primo turno di playoff, siamo stati, assieme alla Danimarca, le nazionali ad imporsi con un risultato numerico netto.
Sono molto fiducioso per la sfida contro la Bosnia, che ha battuto meritatamente il Galles. L’approccio mentale dei nostri ragazzi è cambiato, è innegabile; lo si è visto chiaramente nella ripresa e questo nuovo spirito permette finalmente di giocare con la mente libera, riuscendo a esprimere il meglio di sé.
Desidero precisare che le mie riflessioni non pretendono di essere verità assolute, bensì il desiderio di condividere un momento emozionante per la nostra Nazionale, che è specchio dell'intero sistema calcio.
Una cosa per me è chiara questa partita era l’occasione di ripartire e di aprire un nuovo ciclo in cui le motivazioni vincono sulla paura di vincere.
Conto alla rovescia per martedì prossimo: se tutto andrà, come spero, nel verso giusto, finalmente ci conquisteremo un posto in prima fila per seguire l'Italia ai Mondiali!
GRAZIE!!!
Forza Italia.

N.B: Termino con una osservazione: C'è un aspetto che non mi è risultato chiaro: la distribuzione delle 20.000 sciarpe ai tifosi presenti. È stata una coreografia incredibile, mai vista prima, ma mi chiedo se fosse davvero necessario un simile investimento da parte della FIGC. Resto perplesso di fronte a una tale spesa, mi sembra uno spreco di risorse e mi domando quale sarà la prossima iniziativa e, soprattutto, quanto costerà?

Grazie
MisterEzio

Nel mio canale YOUTUBE (@misterezio1963) è possibile ascoltare il relativo podcast.




Commenti

Post popolari in questo blog

L'appoggio'espressione più nobile del movimento senza palla.... gesto tecnico fondamentale.....per la costruzione del gioco, importantissimo

Appunti sul metodo "Allenare la prestazione"

Angolo di misterEzio 4 "Il FANTA CALCIO.....1 "