Considerazioni sui metodi di allenamento
Misterezio Lorenzi "ALLENARE LA PRESTAZIONE"
I metodi tradizionali si basano su un principio che influenza l'intera programmazione, spesso focalizzata sull'allenamento isolato delle abilità motorie e delle capacità fisico-condizionali. Questo approccio forza inevitabilmente la componente atletica, partendo dal presupposto che una condizione fisica ottimale sia il requisito indispensabile per sostenere il modello di gioco richiesto e mantenere l'alta intensità. Tuttavia, questa convinzione, difesa per anni dalla maggior parte degli allenatori, sembra aver causato un declino del talento e, in una prospettiva più ampia, scarsi risultati, come dimostrano le due mancate qualificazioni ai mondiali e dal numero fuori controllo degli infortuni.
Sebbene uno stato di forma ottimale sia importante, questo non deve andare a discapito della qualità della seduta, portando a programmare allenamenti meccanici, analitici e distanti dalle reali richieste della prestazione o, per meglio dire, dall'essenza stessa della partita. Si ripete spesso che 'la dimensione fisica è essenziale'; tuttavia, a forza di estremizzare questo concetto, formiamo ottimi atleti che però mancano delle conoscenze necessarie per interpretare un gioco che è, al contrario, imprevedibile e di difficile lettura.
A mio avviso, puntare in modo esasperato sulla componente atletica non ha portato creatività e la “presa di iniziativa" del giocatore. È come se avessimo scommesso tutto su un cavallo zoppo. Si è diffusa l’idea che un’ottima forma fisica sia di per sé garanzia di successo, ma i risultati del calcio italiano, anche in campo internazionale, smentiscono questa tesi.
Da anni sono convinto che la condizione di un calciatore non dipenda esclusivamente dalla cura ossessiva delle capacità fisico-condizionali; un eccesso in tal senso finisce spesso per allontanarlo, inconsapevolmente, dalle reali dinamiche della partita.
Questo orientamento si riflette in gare caratterizzate da un numero esorbitante di passaggi sterili, quelli che in allenamento definisco passaggi 'flop', frutto di sedute che trascurano le reali situazioni di gioco. Al contrario, credo che il gioco ( con la ricorrente presenza dell'avversario e almeno una direzione di gioco) stesso sia l'essenza e il mezzo principale per migliorare tutte le abilità in maniera proporzionale. A chi mi domanda come si possano allenare forza, velocità e resistenza in questo modo, rispondo: attraverso una pianificazione graduale e mirata, fatta di esercitazioni, di attività situazionali con regole e vincoli ben strutturati, dove il gioco resta sempre il protagonista assoluto.
Il metodo di allenamento che presento segna una rottura radicale, sia pratica che concettuale, con le metodologie tradizionali applicate finora.
Alla prossima
Misterezio
N.B.
Ho terminato da poco un manuale - libro. Questo manuale rappresenta il coronamento di oltre trent'anni di studi, osservazioni e vita da campo; è il sogno di una vita dedicato ai metodi di allenamento. Ho vissuto in prima persona l’evoluzione dei metodi tradizionali fino alla periodizzazione tattica Tuttavia, la realtà dei costi editoriali è oggi l'ultimo ostacolo da superare. Nonostante manchino le risorse economiche per una pubblicazione indipendente, la mia priorità resta quella di condividere questo bagaglio di esperienza con chi, come me, crede in un calcio diverso.


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