Staffette

Misterezio Lorenzi "ALLENARE LA PRESTAZIONE"

Argomento: "LE STAFFETTE"


Le staffette sono un mezzo di allenamento quanto semplice quanto efficace ed è l'argomento che intendo trattare in questo post.
Un'attività di gioco formativa semplice ma efficace. Specialmente nell'attività di base, è utile strutturare l'allenamento con gare di staffetta tra più squadre composte da pochi elementi; questo garantisce dinamismo impegnativo e un coinvolgimento di tutti i partecipanti. Si tratta a tutti gli effetti di piattaforme di gioco, concepite come circuiti a tempo. Offrono esperienze ludiche semplici e dirette, attraverso le quali i giovani partecipanti apprendono il rispetto delle regole e imparano a confrontarsi con i propri compagni, in cui l’apprendimento motorio, tecnico avviene tramite il gioco, la sfida. Queste occasioni favoriscono l'emersione dello spirito agonistico, permettendo a ciascuno di mettere alla prova le proprie capacità, abilità e i propri limiti con l'obiettivo di superarli. Le staffette favoriscono l’automatizzazione del gesto atletico - motorio: il movimento viene eseguito con precisione e velocità in modo subconscio, adattandosi istintivamente a ostacoli, cambi di direzione, accelerazioni e decelerazioni. Questo tipo di esercitazione (competizione, gara)  obbliga il giocatore  a mantenere un costante equilibrio dinamico senza l'intervento diretto del ragionamento conscio. Ogni partecipante deve coordinare l'efficacia del proprio movimento con il controllo costante dell'avversario. Il risultato è un miglioramento della capacità esecutiva in un contesto caratterizzato da variabili continue, ricalcando fedelmente le "pressioni" della prestazione reale. Anche in queste esercitazioni come in partita c’è il confronto con l'avversario in questo senso, la competizione diventa un'importante opportunità educativa e motoria, favorendo la crescita personale e l'apprendimento della correttezza del gesto. Durante lo svolgimento, i partecipanti devono mantenere in equilibrio e stabili le loro abilità tecnico-coordinative e motorie. Sono chiamati a gestire sia lo stress fisico legato alla velocità, sia lo stress psicologico-temporale provocato dalla gara, dovendo completare un determinato circuito nel minor tempo possibile e confrontarsi con altri gruppi, posti in altre stazioni. Ogni giocatore impara a commisurarsi con il compagno, di accettare le critiche (Positive) gli sproni i consigli dei compagni e del mister e riconoscere e rispettare le regole che in questo caso sono del gioco - staffetta, solo così assorbono lo spirito competitivo come stimolo necessario e positivo. Il gioco è avventura, incertezza e conferma: un’attività essenziale per tutti, dai giovani agli adulti. Si tratta di un esercizio in cui, agendo in velocità e sotto pressione temporale, è fondamentale mantenere stabili sia la precisione tecnica che le abilità motorie e coordinative. In cui i limiti da superare sono i veri avversari e i compagni di gioco sono semplicemente i concorrenti con cui misurarsi. Senza contare che le staffette hanno la capacità e lo stesso apprendimento motorio e fisico condizionale di esercizi analitici che risultano spesso schematici, isolati e alla lunga noiosi. Si tratta di una forma di gioco in cui prevalgono valori fondamentali come la solidarietà, il rispetto per le diverse abilità e capacità altrui, il rispetto delle regole e l’importanza del confronto, valorizzando allo stesso tempo il carattere e le peculiarità di ciascun giocatore. 

Queste attività consentono di perseguire obiettivi concreti come: 
- Rende funzionali le capacità senso percettive migliora le abilità motorie - coordinative
- Stimola la collaborazione mirata ad un obiettivo concreto come vincere.
- Migliora a livello cognitivo il  saper selezionare le informazioni per eseguire al meglio e in velocità il movimento richiesto adattandosi alla complessità degli ostacoli, apprendendo e memorizzando nuovi dati motori. 

Il giocatore impara a gestire emozioni e stati d’animo diversi come arrivare ultimo o vincere la gara a squadra. Significa sviluppare “L’intelligenza emotiva”. Le squadre non devono superare i quattro giocatori per gruppo, altrimenti le soste, i tempi morti fra un concorrente e l’altro sono troppo lunghi. Rappresenta un'attività estremamente dinamica e altamente coinvolgente, capace di catturare l'attenzione e l'energia di tutti i partecipanti e avere anche la capacità di innalzare il senso della sfida agonistica. È il mister, con la sua creatività, immaginazione e abilità organizzative, che si sbizzarrisce nell'inventare ostacoli e vincoli, mantenendo costantemente alto il livello di entusiasmo e divertimento partecipando a tono durante l'attività. Di seguito sono raffigurate alcune tra le più semplici, come ad esempio un percorso caratterizzato da un'unica e specifica prova da superare, oppure circuiti strutturati in maniera più o meno complessa, con almeno due o tre ostacoli o vincoli che i giocatori devono affrontare con impegno e superare con successo per completare l'attività. Ogni staffetta è composta da una andata, in cui si supera la prova e si pone maggiore attenzione alla qualità del gesto tecnico, e da un ritorno che prevede invece un rientro veloce, privo di ostacoli e  che prevede all’arrivo lo scambio palla o un “cinque” con il successivo compagno della fila. Possono essere svolte sia con la palla che senza di essa, offrendo un'ampia varietà di modalità di gioco. Prima di tutto, il mister si occupa con cura e attenzione di preparare le squadre, cercando di renderle il più possibile equilibrate per garantire un confronto equo competitivo e al tempo stesso stimolante per tutti i partecipanti. Per vincere, una squadra deve accumulare tre punti, e ogni singolo punto viene conquistato vincendo ogni singola prova individuale che fa parte del circuito, stimolando così il massimo agonismo, impegno e la collaborazione del gruppo. 
La staffetta  è uno strumento   di allenamento è strettamente legato al volume (inteso come durata totale e distanza percorsa), il quale è proporzionale  all'intensità e al livello di stress percepito.
Trattandosi di una competizione, l’intensità viene garantita e sostenuta dal costante intervento del mister, che agisce attraverso rinforzi positivi e incoraggiamenti. Sebbene nelle prime batterie l'aspetto quantitativo possa sembrare predominante, l’inserimento di vincoli e regole specifiche — come l'obbligo di non toccare gli ostacoli, pena la perdita di secondi preziosi — sposta l'attenzione sulla qualità del movimento. In questo modo, si riesce a mantenere un equilibrio ottimale tra velocità d'esecuzione e tecnica motoria.
 Nella figura che segue presento 5 tipologie di staffette:
Per svolgere con regolarità e funzionalità le varie batterie di staffete èimportante stabilire alcune regole di esecuzione.
Queste regole di gioco rappresentano la base imprescindibile per poter svolgere le attività in modo corretto e ottenere il massimo rendimento e  beneficio all'allenamento, sia dal punto di vista tecnico che fisico, garantendo risultati ottimali e una maggiore efficacia complessiva. 
La prima regola è che queste attività possono essere svolte, sempre con la formula della gara. Anche senza l’utilizzo della palla, si riducono le difficoltà, ma aumentano sia l’intensità, la rapidità e la velocità, migliorando di conseguenza il ritmo e la dinamicità dell'allenamento. 
Per capirci meglio, quando il pallone non è presente da condurre, queste staffette si rivelano molto più faticose e rappresentano un allenamento davvero molto efficace dal punto di vista motorio, fisico e condizionale. La semplicità dell'esercizio viene compensata da uno sforzo maggiore, che consente di lavorare in maniera approfondita su resistenza, agilità e coordinazione. 
La seconda regola prevede che, sia con la palla che senza, non sia mai consentito toccare, in alcun modo, i vari ostacoli presenti lungo il percorso. Ogni partecipante deve mantenere la massima attenzione per evitare errori, rispettando scrupolosamente il tracciato e sviluppando al contempo una maggiore consapevolezza motoria, una precisione nei movimenti e un controllo del corpo che si traduce in un miglioramento generale delle capacità motorie.
La terza regola riguarda il momento del ritorno: lo scarico del pallone o il battere il cinque sono i vincoli indispensabili per liberare il concorrente successivo e devono essere effettuati con precisione assoluta. Questi passaggi devono avvenire lateralmente, rigorosamente all’interno dei due cinesini, e in maniera corretta e nei tempi esatti, mai prima del punto stabilito. Eseguire questo passaggio in modo corretto e preciso non solo garantisce la regolarità dell'esercizio, ma permette anche di mantenere un ritmo fluido e senza interruzioni non necessarie. 
La quarta regola è che le squadre, per non creare file e soste inutili, sono formate da tre o al massimo da 4 giocatori. In alcune tipologie sono valide anche squadre da due. Questo accorgimento consente di lavorare in piccoli gruppi, favorendo una maggiore rotazione tra i partecipanti e una partecipazione attiva da parte di tutti. Inoltre, è importante che il mister sia presente e attivo con energia e, a tono, incoraggi e rinforzi i giocatori; la sua presenza e partecipazione vivace garantisce intensità, coinvolgimento e attenzione costante da parte di chi si allena. Aggiungo che le staffette sono un mezzo da infilare, durante la seduta di allenamento, fra una partita a ranghi e spazi variabili e l'altra. Inserite nel momento giusto, rappresentano un'attività capace di costringere a tenere alta la concentrazione, permettendo al contempo di lavorare su aspetti specifici e mirati. L’ostacolo, le varianti e l'aspetto competitivo che caratterizzano queste attività sono un modo ideale per ottenere aspetti cognitivi simili alle situazioni di gioco reali. Questo caso copia fedelmente il principio: “E' l'obiettivo che regola il movimento”, garantendo funzionalità e un approccio formativo particolarmente efficace. 
Per ogni tipologia di staffetta si possono comporre anche cinque squadre di non più di tre giocatori, garanzia di funzionalità e alto ritmo


Le staffette sono un mezzo di allenamento che ritengo particolarmente intensivo. L’ideale è inserirle nella fase centrale della seduta, alternandole a situazioni di gioco come il PRSV.

Grazie
Misterezio
...N.B. Fuori programma...
"Novità! Ho completato un libro-manuale e sto cercando un editore, oppure opterò per il self-publishing. Vedremo nei prossimi mesi. Il titolo è 'Allenare la prestazione'.
Più che un libro, lo considero un manuale tecnico che approfondisce un metodo innovativo, distinguendosi dagli approcci tradizionali in cui l'aspetto fisico è considerato l'unica via per raggiungere un'elevata intensità prestazionale.
Il metodo 'Allenare la prestazione' consiste nell'adottare un modello di allenamento integrato-situazionale dove tecnica, tattica e componenti fisico-psicologiche non sono variabili isolate, ma emergono naturalmente attraverso il gioco come ambiente ideale di apprendimento. Nel metodo, la situazione stessa diventa l'istruttore, ponendo l'atleta e il gioco al centro di un programma graduale e complesso.
Strutturato in 12 capitoli (250 pagine ), il manuale esplora le diverse dimensioni della prestazione reale. All'analisi teorica del metodo si affianca una solida sezione pratica con esercitazioni operative e con programmi di allenamento dettagliati negli aspetti didattici e metodologici
Nato come strumento trasversale, il manuale si rivolge a tutte le figure del panorama calcistico:
Allenatori esordienti: troveranno una guida per costruire basi solide
• Allenatori esperti: potranno aggiornare il proprio bagaglio con metodologie innovative
• Preparatori atletici: interessati all'integrazione fisica nel contesto situazionale
• Responsabili tecnici: alla ricerca di modelli didattici coerenti per coordinare l'attività di base"
Questo manuale rappresenta il coronamento di oltre trent'anni di studi, approfondimenti, osservazioni e vita da campo; è il sogno di una vita dedicato ai metodi di allenamento. Ho vissuto in prima persona l’evoluzione dei metodi tradizionali fino alla periodizzazione tattica.  
Tuttavia, la realtà dei costi editoriali è oggi l'ultimo ostacolo da superare. Nonostante manchino le risorse economiche (non sono un allenatore professionista o famoso)  per una pubblicazione indipendente, la mia priorità resta quella di condividere questo bagaglio di esperienza con chi, come me, crede in un calcio diverso.

Appello finale:

Se avete suggerimenti o conoscete percorsi efficaci per pubblicare il libro, scrivete a lorenziezio@alice.it.

Grazie in anticipo!


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